Balasso e la lingua veneta: da morir dal ridere!
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- เผยแพร่เมื่อ 8 ก.พ. 2025
- Una video risposta all'articolo di Natalino Balasso di ottobre 2011 nel quale sosteneva che la lingua veneta non esiste. Orpo! e dire che’l seita a dopararla tuti i dì!
LEGGI TUTTO QUA : ilariabrunelli....
/ ilariabrunellibdg
Per i più curiosi:
vimeo.com/48682181
www.gramaticaveneta.org
Sto video xe beissimo, xe 5 ani che vivemo in Inghilterra, te si sta bravissima!! 👋🦁
Hahaha! Te me fe contenta!! :)))
Salude Ilaria. Grazie davvero per questo video. Anche da noi in Sardegna abbiamo gli stessi problemi e hai davvero centrato il tema. Siamo vittime della monocultura dell'Italiano. Noi siamo 1.600.000 e da ricerche universitarie sappiamo che il 70% parla in Sardo (il 98% lo capisce). Un milione di persone, la più grande minoranza linguistica in Italia.
Che bello il dialetto Veneto.
Ricordo la prima volta che andai nel profondo Veneto rurale (bassa Padovana): non capivo un accidente, pur essendo di madre veneta. L'italiano è la lingua veicolare che - giustamente - si studia a scuola; ma in questa repubblica (a differenza che nel Ventennio) si è liberi di esprimersi in qualsiasi dialetto. Certo... tutti i dialetti vengono inquinati, ma non è il caso di sentirsi vittime. Del resto anche l'italiano recepisce termini dialettali.
si ma il Sardo è una vera lingua, il cosidetto veneto è un accozzaglia di mille dialetti, con differenze non solo tra regione e regione, ma anche tra comune e comune
Bisognerebbe incominciare per non più chiamare le lingue italiane "dialetti". Non sono affatto dialetti, sono lingue vere e proprie con tanto di alfabeti e grammatica. Negare questo, nella mia modesta opinione, e sputare sulla grande storia delle nostre antiche e ricchissime culture.
concordo. i dialetti sono lingue non riconosciute
politicamente
"Il dialetto è sempre la lingua degli affetti, un fatto confidenziale, intimo, familiare. Come diceva Pirandello, la parola del dialetto è la cosa stessa, perché il dialetto di una cosa esprime il sentimento, mentre la lingua di quella stessa cosa esprime il concetto. A me con il dialetto, con la lingua del cuore, che non è soltanto del cuore ma qualcosa di ancora più complesso, succede una cosa appassionante. E come dice Tullio de Mauro, gli uomini, per parlare di argomenti più impegnativi intellettualmente, usavano il dialetto. Perché a Venezia come a Palermo, quando il discorso si fa serio, si usa il dialetto".
belle frasi, ma stai mettendo chi legge fuori strada. Il linguaggio Veneto e' una vera lingua. Te lo hanno appena dimostrato. Non e' una questione "intima", regionale, familiare "de noantri". E' la lingua di un popolo intero, magari sconfitto dalla storia, ma non per questo scomparso.
@@adolfoadsl Te ghe rason butel!Te lo dise un ungherese che ga vivido 14 anni in Veneto!Par mi xe claro che Veneto xe una nacion,mina una region del Italia!
@@adolfoadsl Guarda che la differenza tra lingua e dialetto è politica non formale. Quindi un dialetto può avere la stessa complessità della lingua anzi anche superiore ma non è una lingua perché la lingua come si dice è "un dialetto con una marina e un esercito". La differenza non è formale. Mi spiace per lei ma ha ragione Balasso, solo perché lei conosce il DIALETTO veneto formalmente, questo non rende un dialetto una lingua, perché appunto la differenza non è quella. Quindi inutile fare la splendida, quella che deve studiare è lei.
Quando mi domandano quante lingue parlo io rispondo "quattro": italiano, spagnolo ebraico e ... veneziano. :)
Yehuda Abramson io parlo italiano, veneziano, inglese, francese e un po' di tedesco. Normale. Sono gli altri ad essere impediti, quelli che già è tanto se non sbagliano il congiuntivo e riescono anche ad arrivare ad un inglese livello "intermediate". Noi siamo normali, le lingue sono una cosa naturale e facile. Tu se un ebreo veneziano, suppongo, oppure hai studiato filologia semitica.
@@francescaf.5916 curati rincoglionito
@@francescaf.5916 È arrivata la fenomena è arrivata
@@francescaf.5916 Weeeyyy!Ragazza!Non parlare mai male degli terroni!!!Un giorno invaderano in Veneto!!!Susami! Quel giorno e stato ieri!!!!HAHAHAHA!!!!
@@rage8444 SCUSAMI SIGNOR TERRON!PERO VISTO CHE E UNA FEMMINA,PENSO IO DA UNGHERESE CHE PARLA UN POCO DI ITALIANO,SI DICE RINCOGLIONITA NO RINCOGLIONITO IN ITALIANO!!!!PERO PUO ESSERE CHE IN TERRONESE E CORETTO COSI!!!!BOH!IL ITALIANO SI PARLA SOLO DA BOLOGNA IN SU E IL RESTO DEL ITALIA,OGNIUNO CON CAZZI SUOI!!!!!
Io non so decidere se il veneto sia una lingua oppure un dialetto. So però che è la prima che ho parlato, quella che mia madre e mio padre mi hanno trasmesso... poi a scuola mi hanno insegnato l'italiano con cui mi esprimo quando ne ho necessità, e poi ho appreso anche l'inglese, utilissimo per il mio lavoro e per i viaggi all'estero. Studiai anche il greco antico ed il latino, e ciò mi fu utile per capire la differenza tra una lingua viva ed una morta. Ed il veneto è sorprendentemente vivo, e ci urla di tenerlo in vita. E questo sebbene le Istituzioni abbiano per decenni fatto di tutto per ucciderlo. E malgrado ciò, decine o forse anche centinaia di migliaia di persone ogni giorno lo parlano, e molte di più lo comprendono. Qualcuno ha detto che le lingue sono come i mezzi di trasporto: usi quello più idoneo in base alla distanza. Che senso ha infatti usare l'aereo per andare a prendere il giornale? ... e analogamente: che senso ha usare l'italiano per recarsi dal fruttivendolo sotto casa? Sia come sia, lingua o dialetto, vorrei che tutte le famiglie venete insegnassero ancora il veneto ai loro bimbi, perché è la nostra tradizione, la nostra storia... sono i nostri avi che ci parlano, e lo fanno con quelle parole che ancora sanno di antico. Amo l'Italia fortemente, la amo tutta, e quando portai la divisa giurai di obbedire alle sue leggi e di morire per Essa, se necessario. Ma sono italiano proprio perché sono anche veneto,... e le due cose sono imprescindibili e vivono in me. Vorrei solo che le istituzioni portassero verso i dialetti, tutti, molto più rispetto, perché stanno scomparendo, e con essi perderemo una risorsa ed una tradizione enorme. Un'ultima cosa: Ilaria, spero che no te te 'a ciapi se te digo che te si proprio 'na bea tosata...e te 'o digo de core! Greetings from Padova.
IL VENETO È UN DIALETTO! COSA VUOL DIRE CHE NON SAI.... IO VIVO IN VENETO E SONO VENETA, RISPETTO IL POSTO DOVE VIVO E ME MIE ORIGINI, MA CONFERMO CHE IL VENETO (SOPRATTUTTO DI CERTE ZONE) È DAVVERO DA ZOTICONI. E COMUNQUE SONO LE STESSE PERSONE CHE POI HANNO PROBLEMI DI GRAMMATICA E PRONUNCIA QUANDO PROVANO A PARLARE L'ITALIANO.
🤣🤣inseminia le na lingua,,,,,soca😂@@hingaspadini5510
@@hingaspadini5510 Mi spiace, ma la prima zotica sei proprio tu. Te lo scrivo in italiano così non corro il rischio che tu non capisca. Sei zotica perché hai scritto tutto in maiuscolo, forse non sai che scrivere in maiuscolo significa "a voce alta" o urlato. Sei zotica perché non rispetti gli usi e i costumi delle altre persone e sei infine zotica perché se una cosa a te non piace, non significa che non possa piacere o interessare ad altri. Vorrei aggiungere che le persone come te dimostrano un'ignoranza abissale, dicono di vivere nel Veneto, di rispettare le proprie origini, ma in realtà non pe conoscono e non le riconoscono. Hai perso un'occasione unica per fare ciò che alla fine si dice nel video: prima de parlar, tasi! Perché se taci, lasci le persone nel dubbio, ma se parli, ti scoprono subito! Last but not least: è meglio che tu dal Veneto te ne vada, ma ti troverai fuori luogo ovunque , in ogni regione italiana troverai una ricchezza di linguaggio che la lingua italiana non potrà mai offrire. A mai più
Intanto il Veneto è riconosciuto come lingua dall'UNESCO e dal Brasile (seconda lingua ufficiale dello Stato brasiliano del Rio Grando do Sul) ed è tuttora parlato oltre che in Italia da minoranze linguistiche in attesa di riconoscimento in Slovenia, Croazia e Grecia nonché da comunità di emigrati in tutto il Sud e Nord America e in Australia
SAREBBE STATO UTILE ANCHE METTERE L'ARTICOLO O IL VIDEO INCRIMINATO, COSI DA CAPIRE E ASCOLTARE COSA AVESSE DETTO VERAMENTE BALASSO. Altrimenti è un po' difficilotto e rischia di rimanere solo uno sproloquio anche se ben curato. :) Di solito è cosi che i video di risposta vengono corredati. In descrizione si lascia il link "dell' incriminato".
Ci sono infatti i riferimenti all'inizio del video (titolo, testata, data). Lo trovi comodamente in internet facendo la ricerca, ma te lo metto qui per comodità: www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/01/caro-pd-la-lingua-veneta-non-esiste/161399/amp/
"Son drio a tendar i puteli" translated into lombard: "Sun dré a tegnì d'oc' i fiö".
NEITHER OF THESE TWO LANGUAGES IS ITALIAN!!!
Dalle mie parti:" So' drio tendarghe ai putei"(Veneto, TV)
Tendar ha a che fare con l'inglese "to tend to", nel senso di occuparsi, prendersi cura?
@@beginner57 da mi in teła Marca Trevixana se dixe "Son drìo tenderghe ai bòce"
@@abiagio1 comunque eł Vèneto ła è na łéngua latina con bòna influensa germanica e legera slava
@@maurizionardi8790 anca "ai cèi"...
Un altra professorina che elargisce nozioni con saccenza, ma tasi un fià!
ho portato solo dei fatti, ti disturbano così tanto?
Seiten Tensei
sei un razzista
È un piacere vedere esibite le tue doti linguistiche...Spazzi dal veneto all'inglese poi italiano in maniera sublime e naturalmente con pronuncia perfetta!
Sono l'unico che ha interpretato la frase di Balasso come metaforica e non concreta? Io son sardo e la lingua sarda esiste ma inteso come lo intende Balasso, anche io penso: "Il sardo non esiste"
As an Italian Canadian whose lingua madre is the lingua veneta I appreciated your video. Good job!
thank to you, spooseboy! :D where are you parents from?
La Mama da Castelfranco e il Papa da Codroipo. en.wikipedia.org/wiki/Venetian_language After looking at this website I believe that my lingua madre is Venetian Italian. My parents called it "Trevisan"'. My Father spoke both Trevisan and Furlan because he moved as a child to Codroipo. facebook.com/groups/1375349659438510/My name is Dennis Castellan and I have joined this Facebook group "Te si Veneto se....Parole de me mare"facebook.com/groups/1375349659438510/search/?query=dennis%20castellan&epa=SEARCH_BOX This is the link to my post. I am so happy that you replied to me! I was laughing because I read the comments below and had to look up the word "gnocca" because I didn't know what it meant! My parents never said that word. My dialect is what they spoke in Castelfranco in 1952 when my Mother left for Canada so it is frozen in time. Also my Mother is a member of the Trevisani nel Mondo organization here in Hamilton, Ontario, Canada.
facebook.com/groups/1375349659438510/
facebook.com/groups/1375349659438510/search/?query=dennis%20castellan&epa=SEARCH_BOX
en.wikipedia.org/wiki/Venetian_language
Non sei madrelingua veneta, neanche una bestemmia 😭
La lingua è una cosa , la mentalità un altra , gli stereotipi altro ancora .
@@parakito67 sì, fortunatamente
Complimenti Ilaria.
Il Veneto é una lingua tra l´altro riconosciuta dall´UNESCO insieme ad altre 26 in Italia.
La differenza tra lingue e dialetti?
I dialetti sono lingue di popoli senza governo ed esercito.
A chi critica la disomogenitá del Veneto sappia che anche lo Sloveno,parlato solo da 2 milioni di persone e riconosciuto come lingua ufficiale Europea ha almeno 9 diverse variazioni.
Da anni studio le influenze Germaniche sul Lombardo e le forme grammaticali simili.
Lo stato Italiano pagherá caro l´apartheid culturale che ha imposto via TV.
Ricordo ad esempio nei miei anni a Verona la parola "SDRUCA" da aus drücken,cosí diversa dal nostro Lombardo "PUCIA!" molto simile a PUSH.
Brava,bravissima!
Vorrei far notare a coloro i quali affermano che il veneto ha troppe varianti locali che anche l'italiano parlato da un bergamasco "suona" diversamente da quello parlato ad esempio da un napoletano e molto spesso non si capisco.
Io ho svolto il servizio militare nel 1981in una caserma della fanteria d'arresto, corpo notoriamente a reclutamento triveneto: io alto-liventino non ho mai avuto problemi di comprensione con un commilitone, ad esempio, di Contarina ed ognuno parlava la propria lingua madre.
Ilaria Brunelli chissà che spariscano del tutto sti dialetti...l'italiano è così vasto e pregno di parole con mille sfumature di significato,che non ha senso che esistano ancora i dialetti... questa vastità di vocaboli e significati è una cosa che i dialetti non hanno e nemmeno possono competere...per esprimere un concetto con sfumature di significato sottili non si può usare il dialetto....che non riesce a trasportare tali sfumature perché mancante del vocabolo stesso... esempio, se si va a tradurre un concetto dalle sfumature sottili in dialetto Veneto,il tutto risulterà appiattito e svuotato da tali sfumature di senso... Detto questo se una lingua ha lo scopo di far comunicare le persone al meglio...allora si deve usare la lingua che permette una comunicazione eccellente e completa sull'intero suolo nazionale...i dialetti non hanno questo dono ,meno che meno il dialetto Veneto...quindi che spariscano pure tutti sti dialetti che sono semplicemente inutile...per non dire di intralcio e dall'importanza storica trascurabile...
@@turbomerda8215 No comment
L'identità è uno dei concetti più elastici e mutevoli che esistano.
Un veneto è tale in rapporto agli abitanti delle altre regioni italiane. Un veneto che incontra un altro veneto vede la sua identità restringersi. Uno è di Belluno, l'altro di Padova.
Due padovani che si incontrano vedono la loro identità restringersi ancora. Uno è del quartiere X, l'altro del quartiere Y.
Due del quartiere X che si incontrano vedono la loro identità restringersi ulteriormente. Uno è di via Cavour, l'altro di via Indipendenza.
Due di via Indipendenza che si incontrano vedono la loro identità diventare piccola piccola. Uno sta al civico 54, l'altro al civico 21.
Due del civico ventuno che si incontrano probabilmente sono familiari, oppure uno è il signore del quarto piano e l'altro del secondo piano, interno B. In questo caso il concetto di identità è diventato infinitesimale.
Ma così come si restringe l'identità si allarga.
Un veneto in Olanda diventa italiano.
Negli Stati Uniti diventa europeo.
Sul pianeta Marte diventa terrestre.
Se poi esce dalla Via Lattea e si sposta su Andromeda, può sempre parlargli in veneto. Amche quelli di Andromeda hanno diritto a farsi due risate. Dico io.
PS - Balasso è una delle menti più brillanti di questo paese.
Jake BDR identità è una delle cose più forti che abbiamo e serve per rapportarsi con l'Altro. Parlare il veneto è semplicemente parlare una lingua in più. e chi disprezza le lingue non ha capito l'importanza di una comunicazione immediata e vicina con chi hai davanti.
Mi sono sempre chiesto quanto il dialetto (o lingua) veneta si sia italianizzato. Mi spiego: quando leggevo i libri di mio nonno (veneziano) sulla storia/folklore/modi di dire e lingua di Venezia, mi accorgevo di non conoscere molte parole. Ho sempre avuto la sensazione che, con il passare del tempo, il veneziano si fosse pesantemente annacquato, trasformandosi in una forma bastardizzata dell'italiano. Non so, ho sempre avuto questa impressione, e forte è la sensazione di aver, in parte, perso qualcosa di importante...
Sono d'accordo con te.
In dialetto Veneto, che poi è la naturale estensione nei territori e nei secoli del veneziano, si perde l'uso di tantissime parole...ad esempio esiste la differenza tra tazza e tazzina...sono rimasto sorpreso nello scoprire che la "scuea" e la "cicareta" (o cicara) hanno così tanta differenza...io usavo a malapena la prima
Più che una "lingua" mi sembra uno strano modo di sbiascicare l'italiano ( che è LINGUA ), alla stregua di molti altri dialetti. Non è ora di lasciare al folklore le parlate locali? Non è ora di smettere di considerare l'italiano come seconda lingua? Magari sarebbe ora di imparare anche qualche lingua straniera, giusto perché una potenza del G8 non debba ridursi a comunicare a gesti con gli stranieri..
purtoppo io parlo un veneto italianizzato, imparato tardi. migliorerò.
l'italiano lo so parlare benissimo ed è altra cosa.
so parlare anche l'inglese, e mi è servito parecchio in giro per il mondo, ma non per il mio viaggio nel brasile del sud dove per 20 giorni, non conoscendo il portoghese, ho parlato...veneto.
Stafan Von Hoenzollern
il veneto se una lingua punto e basta nel italiano non se usa la L spezzata e ç che esistono nella lingua venta
il veneto e riconosciuto in tutto il mondo per un prottologo e una ligua differente quindi smettila de rompare el caso
poi detto da un massone si vede dal occhio di airomen lo so che voi volete tutti robot al vostro comando che spendano soldi e basta nei centi comerciali la cultura e un opzione
Paolo Bittante Sia quel che vuole, ma i dialetti sono frutto della divisione e la divisione è debolezza
Stafan Von Hoenzollern senti massone
si capisce dal occhio io non voglio essere un robot come vuoi te tutti uguali a me piaciono le diversità a me piaciono i risi e bisi e no il mc donal quindi a me piace la libertà
Stafan mi devo complimentare... non è da tutti dire così tante castronerie in così poche frasi. Intanto (se proprio vogliamo fare i pignoli) l'italiano è un dialetto, anzi una variante "volgare" (ovvero del volgo... popolo) del dialetto fiorentino. Tant'è che rimase celebre l'affermazione manzoniana relativa a "i promessi sposi" di cui disse "gli diedi una sciaquata in Arno" o simile. Detto questo sentendo come "distruggono" la nostra lingua tante persone "anche di un certo livello culturale" direi che l'italiano è già una seconda lingua (che continuando di sto passa andrà anche in disuso). I dialetti locali possono anche essere folclore, ma che male c'è a tenere vive le proprie radici? Ti svelo un segreto... Senza radici... l'albero muore! Inoltre non è una regola matematica il fatto che chi parla (o scrive) il proprio dialetto automaticamente è un ignorante incapace di parlare in italiano o altre lingue. Oltre agli esempi che ho già letto di altri utenti che scrivono bene in veneto, in italiano e in inglese. Ti porto anche il mio personale in cui oltre all'italiano, parlo un buon inglese, sicuramente migliore di quello di Renzi (che ci rappresenta in tutto il mondo), sto studiando il tedesco (per cultura non perché penso ad una futura migrazione) e parlo abbastanza bene il torinese (che è un po' diverso dal piemontese che si parla nelle campagne della provincia.
Sempre le stesse polemiche...la cultura locale di ciascuno di noi ci arricchisce e ci rende orgogliosi, ma non dobbiamo dimenticare di appartenere a uno stato, a un continente, a un pianeta, a un universo. I Greci chiamavano una persona che voleva rimanere a tutti i costi nel proprio: "Idiotes"
ciao rosario! Non so come collocarlo il riferimento agli "idiotes" ellenici: personalmente sono viaggiatrice curiosa, amante del mondo e veneta. ho voluto chiarire un giudizio frettoloso e superficiale riguardo la lingua veneta, portando qualche esempio pratico che ne dimostra la struttura grammaticale naturale.
Va bene, prendiamo come esempio proprio la lingua (quella antica) degli elleni...lasciando da parte, però, gli idiotes. È noto che essa si è configurata sin dall'inizio come un'affastellamento di dialetti, raggruppabili in alcuni ceppi principali: solo a partire dal III secolo a.C. si è andata via via siluppando la cosiddetta "koinè", che ha costituito per diversi secoli una vera e propria lingua internazionale parlata in tutto il bacino del Mediterraneo fino al Medio Oriente (nella mia terra, la Puglia, si è parlato greco prima ancora di parlare latino e in seguito italiano poi). Tuttavia, i diversi dialetti, pur presentando alcune differenze morfo-sintattiche, oltreché fonetiche, erano tali per cui i greci s'intendevano perfettamente tra loro, e proprio per questo non si può parlare di lingue greche, bensì di greco antico tout court. È ovvio poi che dal punto di vista filologico, letterario e storico è giusto e importante tenere conto di tutte le differenze. Tornando a noi, il caso dell'italiano e dei dialetti regionali ha delle analogie con quanto appena detto (ovviamente semplificando al massimo). È giusto conservare e tramandare le varietà linguistiche regionali (con tutte le loro contaminazioni da parte di altre lingue di sostrato e superstrato che le distinguono dall'italiano standard), tuttavia parlare di "lingue" a sé mi sembra un tantino azzardato. Sono comunque d'accordo sul difendere un patrimonio culturale che ci appartiene e ci arricchisce, ma al contempo ritengo che in ambito ufficiale ed istituzionale vada comunque utilizzata la lingua italiana, anche a livello locale (in fondo essa definisce una nostra, innegabile, seconda identità culturale a cui è impossibile sottrarsi). Detto questo, se il tuo intento non era polemico allora ho frainteso e giudicato troppo frettolosamente e me ne scuso.
My wife, my Zia's and my cousins are going to love this! Beautifully said Ilaria .
Precisa,pungente,ironica,simpatica,bella e.......... VENETA!
Complimenti Ilaria bella sorpresa anzi sorpresa doppia visto che siamo concittadini.
Quanta saccenza e arroganza...che figura barbiana....mi sono vergognato per te...l'umiltà proprio non sai che significa.... balasso è un uomo coltissimo...con che coraggio fai la maestrina...come compatisco il tuo fidanzato.....che vita di inferno che deve fare... e cmq il consiglio vale anche per te...prima de parlare...tasi...a te fe pi bela figura...
tranquillo non perdere tempo a vergognarti per me :) balasso aveva fatto una domanda e io ho risposto. ciaoooo! (ecco qui, spostato al posto giusto)
Sono per metà veneto ma vedendoti mi hai fatto amare ancora di più le mie origini. Sei abbastanza intelligente da capire come sono capitato qui da te, ma non vorrei averlo fatto perché.... ahimé, mia hai stregato.
VangelosecondoMarco
esageratissimo! stregato addirittura?! :) felice che tu sia capitato qui: sarà stato il richiamo della tua metà veneta (e l'altra metà di dov'è?! :)))
L'altra metà è a dire poco complessa.Diciamo milanese-sarda e comunque sei invitata nella bella Cagliari quando vuoi per le vacanze estive o vieni adesso a Natale, anzi a Natalino. Comunque sei bella e molto intelligente. Felicemente sposata, senza prole. Sono sempre le migliori che se ne vanno. Ciao Bella!!
Ilaria Brunelli Comunque vedere una giovane che s'interessa di costume e dialetti è promettente. Come sono solito dire che solo valorizzando e difendendo la propria Cultura si può apprezzarne altre e quindi rispettarle!
Complimenti sei veramente una bellissima ragazza viva il veneto
"La lingua è un dialetto con un esercito", bella davvero... come te ;)
pisnell wow! grazie :D
L'ho sempre detto che parlo 5 lingue. Di cui tre estere insegnatemi a scuola, una nazionale, anch' essa a scuola e il Veneto; quest'ultimo un po' ovunque ;)
Attariustube hehehehe vero! :D
Brava e Bea, un vecio da Milan...
Difendete la vostra indennità siete un bellissimo popolo, credo che per molte cose siamo due regioni simili... la vostra bandiera è il leone di San marco :)
Vostra di chi? Il gonfalone poco c'entra con la campagna e i quattro tarati indipendentisti!
@@sarabruxada ti è sfuggito che il veneto è pieno di Leoni di San Marco in ogni piazza? Da Bergamo a Spalato era tutto lo stesso stato. Venezia è stata fondata dai veneti della "campagna" oltretutto. Studia la storia prima di sparare cazzate
@@ludovicoducciocrise2782 Venezia poggia sugli alberi cadorini, bellunesi, agordini. I zatér navigavano con le zattere da quassù fino a Venezia, sul Piave. Quindi Venessia a se de Belùn
comunque anche l'italiano ha tanti modi per dire la stessa cosa...l'inglese ha un altro impianto, quasi al contrario e ciè che diuce tante cose con la stessa parola. Non è questa la ricchezza o meno. Sono utilizzi. Una lingua, dominazioni a parte, si sviluppa anche con gli usi, quindi ad esempio il tempo, il clima, conta. La differenza in un mare tempestoso di notte, tra una ciurma che parla in inglese o in italiano entrambi standard, corretti, è evidente. I dialetti in questo possono avere caratteristiche sparse e disomogenee. E' un discorso lungo. Dovremo tutti riuscire a conservare il meglio delle nostre radici, senza per questo staccarsi dallo sviluppo, tutto sommato piaccia o no inevitabile e dunque forse conviene cercare di governarlo e nn fargli muro, di un Mondo sempre più coeso e omogeneo. Vedremo chi sarà tanto stupido da farsi cancellare da questa cosa oppure da rendersene impermeabile, estinguendosi e chi sarà più sveglio e resterà se stesso, nel " governo planetario " che avremo fa 2 o 300 anni se esisteremo ancora. Imo. naturalmente
Te si forte Ilaria... te si forte... ahah! ;)
mitica
"A te ghe fatu un bel discorso" =),
.... e hai perfettamente ragione su un punto: la ricchezza della nostra lingua, che è espressione della nostra cultura, consiste anche in tutte le varianti presentate dai dialetti che dovrebbero essere anch'essi materia di studio ^_^
Complimenti per il video ^^
Quello della domanda funziona anche nel nostro dialetto (un dei tanti dei Grigioni): però nell' affermazione non può mancare il pronome proprio: Vieni a casa:TÜ vegn e ciäsa, Vieni a casa? VegnAT e ciäsa? Anche con "she is crying" è quasi come da voi: "L`è DRE (e) grigner" Grazie per il video, molto interessante!
...allora in Italia esistono circa una cinquantina di lingue autonome dal momento che ogni zona ne ha una; io che sono Toscano ti potrei scindere tranquillamente Il Senese-Grossetano, dall'Aretino, dal Fiorentino, Dal Livornese, dal Pisano, dal Lucchese e dal Carrarese. E ti garantisco che ognuna ha una propria struttura ben definita, benché si dice che la lingua Italiana è nata in Toscana. Che l'Italiano abbia origini da queste parti non si discute, e con orgoglio posso dire che non si può negare; ma che non ci sia differenza tra i vari dialetti questo è erroneo pur somigliandosi molto tra loro, quindi accettiamo il fatto che la lingua è una sola: L'italiano.
Il tuo è un dialetto proprio come il mio, che se lo parlassi così com'è, ogni abitante d'Italia mi capirebbe senza troppi sforzi, mentre il tuo si comprende male pure coi sottotitoli...Il modo, poi, con cui cerchi di sostenere la tua tesi è piuttosto riduttivo: rifarsi alla somiglianza della costruzione di qualche frase...; ti ricordo a tal proposito che la maggior parte delle lingue europee derivano dal latino e dal greco antico, è quindi ovvio che le strutture si somigliano di molto! Ho come l'impressione che tu abbia bisogno di dedicare un po' più di tempo alla lettura e meno ai video su internet... Giusto difendere le origini, ma aprire la mente aiuterebbe a ..."tacere"...
Cordiali saluti.
Pier Bacco, non è un mistero che nella penisola italica esistano più lingue, tanto che per "fare" l'italiano presero appunto la lingua toscana. non so quante siano, a me vengono in mente su due piedi i "classici" sardo, siculo, friulano, ladino, cimbro, napoletano...oltre al veneto (ovviamente), ma non saprei farti un elenco.
quello che invece so è che il veneto, per quanto si sia italianizzato parecchio in questo secolo e mezzo, "grazie" anche alla tv e alla scuola italiana, ha strutture e vocaboli propri che NON derivano dall'italiano.
interrogative, modali, soggetti clitici, progressivi ...non hanno nulla a che spartire con la forma italiana.
Non è quindi un dialetto dell'italiano semplicemente perché esisteva prima di esso e non nasce da una sua "deformazione" ma ha una sua propria natura. Ciao!
L´Unesco ne riconosce 27 non 50,amche a lei farebbe bene un pó di informazione.
L´Unione Europea ha fatto firmare una carta di riconoscimento di queste lingue.
La Francia si é rifiutata di firmare.
L´Italia ´l´unica a non aver ratificato (cioé applicato) la legge sulle minoranze linguistiche.
nomenade1 é evidente, che lei aveva giusto voglia di fare un pochina di polemica rispondendo qui, dal momento che la mia è sana, ma ovvia provocazione; forse lei non conosce bene il mio dialetto, con le varie sfumature e modi di dire, ed ecco che a rafforzare la mia tesi è apparso lei, che (giustamente) non capendo appieno, mi conferma che la lingua ufficiale deve essere una sola.Il dialetto si parla al bar.
veramente a me sembra che il polemico sia tu
Andrea Guadagno bah... potrà anche essere, ma non ho fatto io il video usando la saccenteria di chiudere con un "taci"... poi ognuno dica la sua...
La lingua walser è stata sepolta dalla forma di secolarizzazione dell'italiano
Pensate che i dialetti derivanti mutavano di accenti a distanza di sette chilometri
Il campanilismo evidenziava le differenze e le persone venivano riconosciute residenti in una borgata dagli accenti
Temo che molte lingue, italiano compreso, potrebbero scomparire fra non molto
Già oggi con tutti gli inglesismi riconosciuti ufficialmente siamo a buon punto
Una perdita di identità che distrugge un patrimonio quasi genetico in ragione di che cosa ?
Fa parte di un edonismo del consumismo libertario
Che nuoce alla ragione d'essere uomo
Saremo tutti pecore belanti nel ovile planetario
@zio Mirko: Scusa, per sbaglio ho rimosso il tuo commento (casino con i tasti del telefonino!!). Vuoi ripostarlo? (era sui sinonimi della parola bambino)
molto bello e istruttivo questo video. Certo, sentir dire da qualcuno che il veneto era una lingua finché c'era la Serenissima e ora non lo è più perché il Veneto non è una nazione sovrana fa rabbrividire. Insomma, se uno è ignorante da non sapere come vengono classificate le lingue, è inutile che apra la bocca solo per darle fiato. Ilaria sei stata anche troppo diplomatica.
Il 18 novembre 2014 il Brasile riconosce il Talian, o veneto-brasiliano, la variante d'oltreoceano della nostra lingua, importata alla fine del 1800 dai nostri migranti nel sud america.
corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/31-ottobre-2014/brasile-risconosce-lingua-talian-230449986964.shtml
+Ilaria Brunelli Mio papá parla il Talian.. per me, si assomiglia alla lingua Veneta.
Saluti di Brasile!
tortelli eh si!!! se someja propio! :)
io sono veneto ma il mio nick è ...... lol?
Proprio cosi
Hola, aprendí el idioma Italiano en una mezcla de Romano y Toscano, por cuánto estuve en varios lugares durante cuatro años. Me encantaría aprender también el Veneto al menos a entenderlo
"La xe drio criar" translated into lombard: "L'è dré caragnà" or "L'è dré crià".
Idem in novarese : "L'è dré caragnà." ;)
Grande Ilaria. Lezione di stile, di lingua, e diciamolo anche a Balasso.
Piacevole ascoltarti. Solo complimenti.
Wow! Felice che piaccia!
Difficile seguire tutto quando si vedono occhi così belli.
Detto questo il veneto è una lingua bellissima, di una musicalità unica.
Complimenti.
ma wooow! grazie! :D
Complimenti Ilaria per i particoalri che cogli nelle varie sfumature del dialetto veneto e che esprimi con grande freschezza ed originalità..... bella anche la tua idea di "impara co mi": Continua così!
Quando ero ragazzino non c'era internet e non era semplice fare dei video come ora; mi divertivo allora con alcuni miei amici a cogliere tutte queste sfumature che differiscono dall'italiano, e ad inserirle all'interno di storie inventate, o anche piccoli sketch teatrali, utilizzanto parole non traducibili con un unico corrispondente termine italiano. Frasi come ad esempio "te ghe la maieta onfegà" (hai la maglia ?????..... sporca in maniera uniforme..... quasi un alone omogeneo), o "el spusa da freschin" (sa odore di ?????....tonalità di profumo non traducibile in italiano :-). Molti anche i verbi di azione che hanno questa originalità e che si prestavano a questo gioco, es. "scaolare i bisi", "s-ciapare a legna", "disgateiare el filo", "vegnendo doso par el stroso....", "rumando in tel caseto", ecc.
A me piace anche Balasso.
+AL9000BO non direttamente. ma siccome gli deve essere stato postato più volte in facebook, ricordo un suo post infuocato che accusava l'autrice di questo video (io) di usare il suo nome solo per avere click e di sostenere tesi leghiste... mah! :D
+Ilaria Brunelli : ma sai che lo penso anch'io? E forse molta altra gente.
eh pazienza! capita di pensare sbagliato! :)
+Ilaria Brunelli comunque ha ragione lui il veneto è un dialetto italiano
+Leo settantacinque se per "dialetto" intendi che deriva dall'italiano e che quindi ne è una sua variante, direi proprio di no. il veneto non deriva dal toscano (senese) come il toscano (senese) non deriva dal veneto.
+Prof. Robert Galli in questo caso "postato" è di origine inglese , da non confondere con l'omonimo e più antico termine di origine latina, comunemente utilizzato col significato di "pubblicare on line" e da diversi anni inserito nei vocabolari italiani
Quante chiacchere che lasciano il tempo che trovano.Quanto tempo sprecato a rimarcare errori o gaffe del prossimo.Abbiamo quello che ci meritiamo!Pensiamo a noi forse staremmo meglio!!
Balasso ha fatto una domanda, io gli ho risposto. 😊
Visto che inciti Natalino a studiare, faccio anch'io la stessa cosa. Io non sono veneta, ma ho vissuto in Veneto per 11 anni e avendo fatto studi da linguista sono andata un po' a fondo. La forma interrogativa che citi è valida per tutto il veneto tranne per Venezia (dove, per intenderci non si fa l'inversione alla tedesca). I veneziani hanno non hanno avuto contatti con i cosiddetti barbari e hanno mantenuto la forma interrogativa data solo dall'intonazione: "Ti ga visto, pare, el bragosso nea corte?". Gatu visto /hatu visto/ gheto visto /gastu vedesto (Portogruaro) sono calchi di lingua germanica, che non possono comparire nel veneziano. Il veneziano (quello di Goldoni per intenderci) è ben diverso dal veneto che si parla nel resto della regione.Inoltre da quello che mi risulta (ma non so di studi recenti) non mi pare esiste una codifica per la grammatica veneta, ma solo del veneziano. Comunque mi piace molto il tuo entusiamo! Un abbraccio
+Amapola Li Sono un ex studente di lingue e letterature straniere, ma soprattutto sono nato e vivo a Venezia e il tuo commento e' proprio quello che cercavo ! E comunque... un bel video davvero !
+Amapola Li grazie! in effetti lo studio del veneto è una cosa che mi sta appassionando. io sono una di quelle tante persone che lo hanno praticato poco in famiglia (colpa mia, non dei miei) e che lo sta riscoprendo ora. dovendolo "studiare" mi intriga da morire scoprire le regole che utilizziamo senza sapere.
il veneto di oggi comqunue è ben diverso dal veneto di un tempo anche perché nell'ultimo secolo abbiamo rischiato di perdercelo per strada a beneficio dell'italiano (mia mamma è una delle vittime delle bacchettate in classe per le doppie che proprio non volevano uscire)
la forma interrogativa veneziana è localizzata: già a Chioggia non si usa e se prendi qualche vecchiotto veneziano usa ancora la forma ga(s)tu. Dev'essere quindi anche piuttosto recente, magari per una contaminazione con l'italiano (sempre le lingue vicine o in relazione, ad esempio per commercio, si contaminano tra di loro).
hai ragione che in questo momento manca una codifica ufficiale di grammatica veneta, ma sempre di più viene cercata o attesa. Quando il momento sarà maturo, si farà anche questo passo e porterà al vantaggio di poter utilizzare il veneto anche per i documenti ufficiali che fanno parte della vita quotidiana (es. contratti di lavoro, documenti, sentenze, leggi etc...) rafforzandone quindi la diffusione e l'utilizzo e opponendosi al fenomeno di perdita progressiva che avviene generazione dopo generazione (fortunatamente siamo inconsapevolmente tenaci :) )
+EyesonWhat grazie! :D
+Ilaria Brunelli Ciao... che piacere trovare un'appassionata di linguistica! Purtroppo le mie conoscenze sono legate al mio corso universitario a Ca' Foscari (anni '70...) quindi sono un po' arrugginita! da quanto i risulta il veneziano non è stato contaminato dall'inversione alla "tedesca" e nasce e resta così (a differenza degli altri dialetti di area veneta, in quanto le popolazioni locali in origine non erano indoeuropee). Mi verrebbe da dire che il veneziano è più antico degli altri dialetti contaminati dalle invasioni barbariche. Se riesco a trovare le dispense dell'università posso farti avere dei documenti più attendibili della mia memoria (ormai piuttosto labile!!!). Il docente con cui ho studiato è ormai in pensione e non saprei come rintracciarlo. Lui saprebbe sicuramente collocare a livello storico la sequenza dello sviluppo linguistico. Buon lavoro di ricerca. Appena trovo qualcosa mi faccio viva.
Gastu, vustu, vienstu, vastu, xestu... è il più antico veneziano che esista!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Amapola, mi spiace. Non ci siamo
Chissà se fa curriculum sotto conoscenza delle lingue.
Battute a parte, il video è interessante. Ottimo lavoro.
Cosimo Coli
Io, se parlassi veneto, ce lo metterei :)
Ciao Ilaria, ho visto casualmente il tuo video e devo dire che sei tu che hai le idee un po' confuse sul significato della parola "dialetto"... L'articolo di Balasso era invece perfettamente centrato e corretto da un punto di vista sia logico che linguistico.
it.wikipedia.org/wiki/Dialetto
Ciao Fabio, a dire il vero ho risposto alla sua domanda "vorrei capire le regole di una lingua che per dire “sai?”, a Padova dice
“seto?” a Venezia dice “sastu?” a vicenza dice “setu?” e nella bassa dice “sato?” e via di questo passo. Insomma una lingua senza regole ma
piena di eccezioni."
Ho quindi spiegato che, come tanti veneti, parla una lingua imparata dalla vita e non sui libri, di cui ignora che esistano delle regole utilizzandole senza saperlo.
il fatto di non averla studiata sui libri, con una grammatica sul banco non la rende meno dignitosa una lingua imparata a scuola (e il fatto che questa lingua abbia dialetti, cioè sue varianti, in realtà, dimostra l'esistenza della lingua stessa).
Ciao!
Sato seto sastu setu....C'mon......a
La trattazione di Ilaria e le argomentazioni esposte nei commenti sono, a mio parere, difficilmente discutibili. Affermando però l'esistenza di una lingua veneta affossiamo implicitamete il 'teorema' leghista, ripreso in questi giorni anche dai media internazionali, con una certa superficialità: non è mai esisitita una 'Padania', come storica unità etnica, linguistica o territoriale, a differenza di Catalogna, Ulster, Fiandre, Scozia e via dicendo... Cento o centocinquant'anni fa un piemontese era affine - o estraneo - a un veneto tanto quanto un siciliano, o quasi.
bravissima e competente! spero te possi fornire ancora video istruttivi
bravissima!
In qesto caso il dialetto (Veneto) ha avuto l'esercito per centinaia di anni con navi da guerra che sparavano mentre l'italiano all'unificazione d'Italia non lo conosceva quasi nessuno; è una lingua che tutti hanno imparato a scuola!!! Ma come diceva Churchill non ha scolari.
Gran bel video!!La lingua veneta è molto simile a quella parlata nella provincia di Ancona qui nelle Marche.Un saluto!!
Davvero ??? Spiegami per favore
Ottimo trattato, affascinante relatrice. 10+
ghese ghese, solo x la bellezza dei tuoi oci :-)
Titolo ingannevole solo per incrementare le visualizzazioni, a prescindere dalle tue ragioni il pollice verso te lo sei meritato tutto
Evidentemente non hai capito che il video risponde a NATALINO che ha detto una sciocchezza così grande, che fa ridere.
@@iaiabi Ma vai a cagare...non vali neanche le scarpe di Balasso!
@@massimogiordano4845 grazie per l'alta qualità nell'esporre la tua idea
Grande! Molto brava, il veneto è troppo forte :) Saluti da un Furlàn ;)
Grazie Andrea!! e continua a insegnare il furlan a tuo figlio! :)
Ciao Cimuttone !!! 😉 Fuarce Udìn !
Grande la Prof ! Complimenti per la sintesi e la/le pronuncia/pronunce (english included)
grazie! :D
E' passato del tempo ma sto video lo vedo solo ora. Ho letto l'articolo e se questa è la risposta mi pare tu sia andata fuori tema. L'articolo di Balasso fa riferimento ad un concetto codificato di lingua e, in questo senso, la lingua veneta non esiste. O meglio. Letterariamente il veneziano è stato usato per espressioni in prosa o poesia di altissimo livello. E' importantissima anche la poesia dialettale, che ha avuto esponenti di rilievo praticamente in tutte le province venete. Anche musicalmente il dialetto veneto, nelle sue varie declinazioni locali, ha avuto grandi interpreti. Ma perché qualcuno dovrebbe voler fare di un dialetto una lingua? Io sono orgoglioso di potermi esprimere nel mio dialetto. Mi ricorda i miei nonni, le mie radici, anche culturali. Ma non mi sento sminuito a definirlo dialetto e non lingua. Ho visto paladini della cultura veneta, che volevano il riconoscimento ufficiale della "lingua veneta", che volevano si potesse insegnare a scuola, che volevano fossero allestiti musei delle tradizioni in tutti i comuni, contribuire ad approvare leggi che hanno cementificato i litorali e i centri storici e che hanno devastato le splendide colline del prosecco. Sono trevisano, ai limiti della provincia di pordenone ed il mio dialetto ha influenze friulane. E' un dialetto bellissimo, al quale a volte non rendo giustizia, perché avendo una madre lombarda a casa mia si parlava poco. Ma non è una lingua. E non credo che dovrebbe essere codificato o che dovrebbe essere insegnato a scuola. Il dialetto è vivo, è tradizione orale, è l'uso quitidiano a forgiarlo ed arricchirlo. E secondo me tu non stai rispondendo a Balasso, ma hai colto un'occasione esprimere il tuo pensiero. Che non condivido.
+Alberto Da Re non capisco alcune tue affermazioni.
La mia è proprio una RISPOSTA a Balasso che chiedeva "vorrei capire le regole di una lingua che per dire “sai?”, a Padova dice “seto?” a Venezia dice “sastu?” a vicenza dice “setu?” e nella bassa dice “sato?”" e io gli ho dimostrato alcune delle regole che appunto utilizziamo in maniera condivisa senza saperlo e all'interno delle quali vediamo le sfumature.
Ovviamente, al di là delle regole, tenevo a trasmettere il valore della parlata che utilizziamo, che a tutti gli effetti è una lingua (con le sue sfumature)
Non è infatti il fatto che ci sia una codifica scritta in un libro che definisce lingua una lingua, ma le regole condivise e riconoscibili.
Per quanto riguarda DIALETTO / LINGUA gli stessi linguisti sostengono che "una lingua è un dialetto con un esercito e marina" (N. Chomsky). è quindi solo un fatto di "ufficializzazione". Ma purtroppo la parola dialetto in italia si utilizza erroneamente per indicare che "deriva da". Il veneto NON E' UN DIALETTO dell'italiano, in quanto il veneto non deriva da esso ma ha forme, locuzioni, termini suoi pre-esistenti.
Ecco quindi che se si parla di lingua italiana, specularmente si deve parlare di lingua veneta.
E il veneto ha tutte le carte in regola (fuorché l'esercito e la marina :) ) per essere definito tale. Senza contare che l'ufficializzazione non è un piccolo vezzo da appuntarsi al petto, ma si trasforma nella possibilità AGGIUNTIVA alla tradizione orale, di dargli una forma scritta ufficiale che permetta di essere usato nelle cose quotidiane senza problemi (es. contratti di lavoro, documenti, sentenze, leggi etc...) e di insegnarlo a scuola per diffonderlo e rafforzarlo nelle generazioni (tu, io e purtroppo molti altri siamo un esempio di come il veneto si possa perderselo parzialmente per strada se non lo si parla in famiglia)
@@iaiabi Ma quindi per le interrogative fate l'inversione verbo-soggetto come in inglese?
@@abiagio1 Ti rispondo io: sì, in veneto si fa l'inversione. "Gatu visto?" = Hai tu visto? "Xelo mato?"= È lui matto?
Eh si credo sia di vitale importanza disquisire su questa piaga sociale: La perdita della lingua dialettale.
Mattia Brignoli certo. Ogni lingua trasmette conoscenza.
Ilaria Brunelli null'altra affermazione fu più vera. Ma questo eterno romanticismo, questa voglia malinconica del "eh una volta..." La trovo nauseante. Il dialetto sta morendo perché si sta cercando da 1600 anni di ridare dignità ad un popolo e d'afferm un sentimento per un popolo intero che vive, dovrebbe, e si comporta, dovrebbe, in italiano. Ed ecco perché il dialetto sta morendo: perché ostacolo a tutto questo. Ostacolo ad una unificazione, ostacolo ad una coesione, ostacolo alla condivisione. Non per nulla i più grandi poeti e scrittori del Rinascimento ed inseguito del diciannovesimo secolo han tentano di coagulare un popolo in una lingua. Il dialetto é romantico e per Dio, parte d'un tempo che fu, un tempo importantissimo ma per piacere smettiamo di soffriggere nel terpore del passato perché terrorizzati dal futuro. Il dialetto come prima il volgare, il latino, il greco, l'aramaico e così via... Morirà come muore uno splendido fiore in estate, non più utile all'albero. Perché esso avrà bisogno di tutte le foglie disponibili e quindi il fiore lascia il tempo alle foglie come i dialetti all'italiano. E se saremo intelligente tra magari mille anni, l'italiano lascerà il tempo ad un'alltra lingua che ci unirà tutti in Europa e così via... Ecco perché non reputo un problema ma una necessità, la perdita delle lingue dialettali.
Mattia Brignoli mi hai convinto. abbasso l'italiano, tedesco, olandese e le stupide "lingue dialettali" d'Europa che frenano trasporti, commerci e comunicazione e parliamo tutti inglese e spagnolo.
No Ilaria Brunelli non credere a ciò che dico, non voglio assolutamente convincerla anzi é proprio il confronto che cerco; poi il più delle volte parlo per provare a mettere in ordine i miei mille pensieri, tra l'altro quasi mai concordanti e coincidenti. Tipo per sfogarmi, un po' come fosse una terapia. Non é detto che tra due settimane la penso allo stesso modo d'oggi, anche perché sarebbe un po' assurdo pensarla allo stesso modo visto che tra due settimane sarò un altro uomo rispetto a quello d'oggi stesso. Dopodiché penso che non sie per i commerci né per i trasporti e tanto meno per l'economia: "io sono cittadino del mondo e finché non vi sarà una lingua e uno popolo non vi sarà pace, ma solo altre incomprensioni e quindi altre guerre" Lo disse Diogene di Sinope ed io oggi eh, la penso allo stesso modo. Dopodomani chi lo sa!
Mattia Brignoli
"Ogni lingua racconta il mondo a modo suo" (R. Steiner). Perdere una lingua significa perdere una cultura. Significa che il mondo si impoverisce.
la comprensione e la pace non passano attraverso una lingua unica ma attraverso il rispetto e la voglia di conoscere. Ecco perché hanno così tanto fascino I plurilingue che non si accontentano di un unico idioma. Perché rappresentano la voglia di capire l'altro per poterci entrare in contatto.
Il 21 febbraio è la giornata mondiale della lingua madre. Se il mondo la festeggia un motivo ci deve essere.
In effetti mi ha sempre lasciato perplesso il mancato riconoscimento del Veneto come lingua a causa delle varianti locali.Per quanto mi riguarda, da Verona a Trieste, (Istria compresa) da Rovigo a Belluno,(e parte del Trentino) non ho mai avuto nessuna (ma proprio nessuna) difficoltà a parlare e capirmi perfettamente con chiunque parlasse il Veneto, pur con alcuni termini che variano leggermente a seconda della zona. Mha, sarà che me manca sia la marina che l'esercito....e voaria dir anca l'aviassion.
Natalino xe un grande ma quà te ha rason ti.
Ciao
PS Co te ha tempo vardate Peppa Pig in Veneto.
Ci mancava proprio la lingua veneta....
L’Italia è formata da così tanti dialetti tramandati da tempi che dirvi quanto non so, è vero che a volte quei di Verona hanno piccole difficoltà a capire quei di Rovigo, è il bello dei dialetti...
Mi sembra di ascoltare Zaia che vuole lo statuto speciale per la regione Veneto, la regione che ha la più alta percentuale in Italia di evasione fiscale..
grandissima!!! Veneto non perdere la tua identità a causa dell' immigrazione selvaggia. Parlate dialetto veneto tutti i giorni e non perdete la vostra cultura !
si parlate dialetto veneto,ma non nelle strutture dove lavorate,tipo comune,poste,banche ecc.
No esiste el dialeto veneto, casomai i dialetti veneti. La radice principale rimane il veneziano, il resto sono baggianate raccatavoti par chi quatro boni da ombre che popola sta region insieme col cemento.
hi Ilaria I will write you in English cause is easier for me . Instead my mother talked veneto but she died when I was 5 years old. I have venetian roots on both sides paternal (Castiglioni Pavanetto and Maternal Zampieri Destabile) my mother was born in Trieste and I belong here in Cordoba Argentina to the Giuliano center I would be very please to learn well my mother tongue. do you know whats the best place to learn via web ? or maybe you yourelf can teach. I like your video cause I was looking for a video that could explain expressions of the veneto language and you explain very well . please if you answer me
I was reading your comments and I agree in all, veneto its a lingua !!!!! (I have lived in Usa thats my english) but if you write my in veneto or italian dont worry I understand most
Bravissima Ilaria, difendi l'importanza e il valore delle lingue regionali.
Il dialetto è una corruzione della lingua e quindi ciò presuppone che debba avere un'origine posteriore alla lingua stessa, cosa che non avviene per le lingue regionali in quanto si sono sviluppate parallelamente all'italiano e non successivamente. In taluni casi, addirittura, alcune lingue regionali sono più antiche della lingua italiana. I dialetti sono da intendersi come corruzione delle lingue regionali e quindi da esse derivano e non dall'italiano.
Al di la delle lingue, dei dialetti, delle inflessioni.............
Sei bella da impazzire !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
esageratoooo! :D
Superlativa AS-SO-LU-TA !!!!!!!!
Ilaria Brunelli da impazzire può essere l'esagerazione. che sei bella è fuori discussione invece 😉
Provare a chiedere un consiglio oculistico.......
Sono stati i 3:33 minuti più noiosi della mia vita...
un po azzardata dare lezioni a balasso. forse alla signorina non è piaciuta la posizione di balasso. ma che lei prova ad insegnargli la lingua veneta ha del patetico. questo orgoglio locale mi fa ridere. ci sono paesini a distanza di pochi chilometri che hanno un altra variante di dialetto. la lingua friulana? la lingua o meglio le lingue pugliesi? il sardo? sono dialetti o chi dice strpiature dell'italiano. forse vuole dare lezioni di fisica a hawkins? video di unpatetico....ma patetico
Non capisco! Balasso nel suo articolo ha chiesto "vorrei capire le regole di una lingua che per dire “sai?”, a Padova dice “seto?” a Venezia dice “sastu?” a vicenza dice “setu?” e nella bassa dice “sato?” e via di questo passo. Insomma una lingua senza regole ma piena di eccezioni."
e io gli ho semplicemente risposto.
Balasso è bravo a fare il comico, ma evidentemente gli mancavano delle nozioni tecniche sulla lingua che lo ha reso famoso. Succede, visto che è una lingua appresa in famiglia e non sui libri di scuola, come l'italiano.
il chiamarlo lingua o dialetto, sono semplici punti di vista come sul bello o brutto. completamente soggettive.a te piace chiamarla lingua veneta e a lui no. personalmente il veneto è un dialetto... poi come viene parlato nelle varie città è un altro paio di maniche. io non riuscirei a distinguere un veronese o vicentino oppure veneziano etc etc , non distinguerei neanche un friulano dal veneto. come sicuramente non riusciresti a distinguere un catanese da un palermitano. poi.... è importante che sia lingua o dialetto? fino ad oggi non mi sono mai posto il problema se il mio accento dell'alta tuscia possa essere considerata una lingua.
talvolta si usa dialetto inteso come "derivato" da e per questo è ad esempio errato sostenere che il veneto sia un dialetto dell'italiano (in quanto non deriva da esso).
per il resto in effetti nemmeno i linguisti fanno differenze (famosa la frase "una lingua è un dialetto con un suo esercito e una sua marina" a intendersi che è più un affare politico che strutturale)
noi comunque qui ce la poniamo la domanda, anzi la pone Balasso sostenendo che non esiste la lingua veneta, ma meglio cosi: meglio affrontare l'argomento anche con posizioni differenti, perché è un modo per tenerla in vita e non perderla.
+piter loko il fatto che tu non capisca da un veronese o vicentino non significa che non sia una lingua, devi mettere in paragone il tempo storico in cui vivi(60 anni che la lingua si è mischiata con l'italiano e praticamente è una lingua morta), è come dire che l'antico paleo veneto non sia una lingua solo perchè non lo capisco.
non ho le conoscenze sulle varie storie dei vari dialetti o lingue parlate in italia. è solo un pensiero del tutto a livello personale che per me il veneto è un dialetto. poi i vari dialetti se parlati veloci e stretti sono tutte lingue straniere. ma se li scrivi vedo che puntano tutte verso l'italiano. il tedesco del sud tirolo o il sardo sono un altra cosa magari. ma ripeto che era solo un pensiero tra me e me che specialmente al nord si tende ad estraniarsi dall'italiano parlato e spesso ad esserlo ...scritto in chiaro però:)
Anca numm de Milan schersumm minga tropp cun te'l dialet noster ;-)
da comasco non schierato posso dire che il diritto di riconoscere il proprio "dialetto" lo hanno tutti. siamo un mix di culture e lingue che poco si è visto nella storia dell'uomo..
vero!
Una lingua per essere chimata tale ha bisogno di un minimo di uniformità, noi veneziani invece facciamo una gran fatica a capire il dialetto bellunese o quello rodigino. Oltre a questo al dialetto veneto manca pure una letteratura alta, non parlo delle canzoni da osteria ma di una vera letteratura, vale a dire dell'insieme delle opere che si sviluppano utilizzando lo strumento "lingua". Non te la prendere, non c'è niente di male a parlare cento dialetti differenti. Invece è sbagliato credere che essi siano una lingua. Lasciamo vivere i dialetti e non trasformiamoli in qualcosa che non sono né saranno mai. ;)
Maria Otregano
Non sono veneto, ma Carlo Goldoni lo si "studia" anche nelle nostre scuole italiane...
La letteratura in lingua veneta è ricchissima. Purtroppo in gran parte è un po' datata, per colpa di uno stato invasore che ha cercato (invano) per quasi 150 anni di cancellare le radici di quel popolo riducendo la sua lingua a "dialetto", e quindi facendola percepire come indegna di essere usata in letteratura. Per fortuna ci è riuscito solo in parte.
WSM
Carlo Stemberger Ma dai Carlo, Goldoni è stato un genio però era veneziano. Venezia è una cosa il veneto un'altra. Il veneto è stato prima conquistato e poi dominato da Venezia come si fa con le colonie. Se ti fa piacere cancellare la storia sei libero di farlo, ma la realtà è che Venezia ha un posto importante nella storia mentre del veneto trovi traccia solo nei volantini elettorali.
Maria Otregano
«Il veneto è stato prima conquistato e poi dominato da Venezia come si fa con le colonie.»
Bah, insomma... Per carità, sicuramente si viveva molto meglio a Venezia che in terraferma, ma bisogna sempre contestualizzare e confrontarsi con ciò che si trovava *al di fuori* dei confini della Serenissima.
Il meccanismo delle dedizioni poi mi sembra proprio una straordinaria peculiarità della Serenissima, direi quasi contrapposto al colonialismo.
Carlo Stemberger In che senso? il veneto era una colonia e veniva sfruttato dai colonizzatori. Fuori dai confini della Serenissima repubblica c'erano altri padroni e altri schiavi. Ma la musica non cambia: i padroni rimangono padroni e gli schiavi rimangono schiavi. Fino all'ottocento (il 1800 intendo, due secoli fa') se un veneto osava tagliare un alto fusto (quercia, acacia o castagno) nel suo territorio senza il permesso della Serenissima veniva impiccato. Contestualizza pure, ma rimane il fatto che i veneti non sono mai stati considerati altro che schiavi dai veneziani
La vedo un po' dura che nel diciannovesimo secolo la Serenissima potesse impiccare alcuno, considerando che le truppe napoleoniche ammainarono il gonfalone col _leon_ nel 1797.
In ogni caso, ribadisco, questi veneti dovevano essere un po' masochisti se *spontaneamente* in gran numero decidevano di _darsi_ alla Serenissima (stato crudele e oppressivo, da come lo descrivi) con un atto di dedizione.
Sotto la Serenissima mi sembra decisamente tendenzioso parlare di colonialismo. Aggiungo, il vero colonialismo non c'era nemmeno sotto gli Asburgo. È invece iniziato nel 1866, col tragico plebiscito-truffa che ha portato nel giro di pochissimi anni il Veneto alla crisi più nera, alla disperazione, alla fame, alla pellagra, all'emigrazione. I primi provvedimenti sabaudi sono infatti stati la tassa sul macinato e la coscrizione obbligatoria: i contadini veneti sono quindi stati spremuti fiscalmente e contemporaneamente è stata tolta loro la forza lavoro (i giovani uomini).
Oggigiorno non è che la situazione sia poi così diversa: il colonialismo italiano continua con i 21 miliardi di residuo fiscale spalmati su 5 milioni di abitanti (4200 € a testa ogni anno, lattanti compresi).
Detto questo, direi che siamo andati decisamente OT.
gia ti amo!! e co te fa "prima de parlar.. tasi" te me mandi fora :) COMPLIMENTI!!
ahhahah esagerato!! ciao marco! :D
video troppo gentile complimenti per il "savoir faire". Sono sto in Spagna e nella zona di Cartagena e Torrevjeca se parcheggi la macchina e parli in dialetto veneto ti capiscono. Perché? ah ah Balasso.... nol capise en..........
Si scrive Torrevieja, gnurant, che significa torre vecchia.
Luigi Anderle più che altro ti scambiano per catalano che somiglia davvero al veneto e rischi di esser insultato dai nazionalisti borbonici😉
Ilaria Brunelli chissà che spariscano del tutto sti dialetti...l'italiano è così vasto e pregno di parole con mille sfumature di significato,che non ha senso che esistano ancora i dialetti... questa vastità di vocaboli e significati è una cosa che i dialetti non hanno e nemmeno possono competere...per esprimere un concetto con sfumature di significato sottili non si può usare il dialetto....che non riesce a trasportare tali sfumature perché mancante del vocabolo stesso... esempio, se si va a tradurre un concetto dalle sfumature sottili in dialetto Veneto,il tutto risulterà appiattito e svuotato da tali sfumature di senso... Detto questo se una lingua ha lo scopo di far comunicare le persone al meglio...allora si deve usare la lingua che permette una comunicazione eccellente e completa sull'intero suolo nazionale...i dialetti non hanno questo dono ,meno che meno il dialetto Veneto...quindi che spariscano pure tutti sti dialetti che sono semplicemente inutile...per non dire di intralcio e dall'importanza storica trascurabile...
@@turbomerda8215 turbo merda la lingua veneta prima della scoperta dell"America era la lingua utilizzata per intrattenere relazioni diplomatiche fra paesi del medoterraneo, se ti credi che mi perda e me raise per e bueae che ti ga' dito de sora ti ce fora coi grebani
wu hai risposto a un mio commento di un video di anni... sei connessa scorrevole... Ma dai ma sei fantastica Sei forte sei ancora qui
Ehm..se non mi succede nulla, speriamo ancora per un po' di tempo!!😅😅😅
sei una forza XD 😂😂
PS: ma poi Balasso ti ha risposto??
La verità è che di parlare il dialetto veneto, insegnarlo nelle scuole o mantenerlo in tradizione ai veneti non interessa proprio, anzi fanno di tutto per non insegnarlo ai figli
Si però una lingua diventa tale quando comincia a produrre opere scritte così fissando la fonetica alla scrittura e si impone come lingua di scambio culturale. Pur ammettendo che i dialetti si dovrebbero definire lingue regionali la maggior parte di queste lingue non ha fatto la carriera dell'italiano non perchè non avevessero un esercito ma perchè non avevano il curriculum culturale che poteva vantare il toscano (l'antenato dell'italiano). La borghesia cittadina che ha costiuito gli stati nazionali come l'Italia capiva e parlava il "dialetto" ma non lo usava di certo al di fuori dell'ambito familiare e locale, e questo è successo in ogni stato-nazione degno di questa definizione.
Calogero Huygens altroché se esisteva la produzione cartacea, ma questo prima che l'italiano prendesse il sopravvento in modo brutale, umiliando chi parlava la lingua madre anziché facendo semplicemente imparare una seconda lingua.
ovvio che se smetti di parlarlo/scriverlo la lingua non ha più materiale
scritto che la rafforzi e la "standardizzi"
dopo l'800 con la caduta della serenissima la produzione diminuisce notevolmente (anche se in veneto non è mai mancata, anche nei tempi moderni, grazie soprattutto ai poeti)
del toscano riconosci la produzione letteraria solo perché è stato scelto come lingua ufficiale.
Ilaria Brunelli Prova a prendere uno dei testi scritti in "veneto" (che una versione standardizzata non l'ha mai avuta) e prova a vedere come è scritto, scprirai che usa la fonetica del...toscano!!! Perchè il toscano ha una storia più antica e autorevole di ogni altra lingua italica. Basterebbe citare i letterati e filosofi toscani di fama internazionale e tutta la produzione in italiano dei massimi scrittori italiani (quando l'Italia come nazione manco esisteva) tra cui praticamente tutti quelli veneti della serenissima repubblica. Sentiamo quando e come si è cominciato a "umiliare" le lingue regionali? Dire "del toscano riconosci la produzione letteraria solo perché è stato scelto come lingua ufficiale." è una affermazione risibile. Sarebbe come dire che l'inglese è la lingua franca del mondo intero solo perchè gli inglesi avevano un impero.
Abbiamo già avuto una discussione sulla storia della battaglia di Lepanto e avevo notato che tendevi a semplificare questioni complesse, sinceramente mi dai l'impressione di essere alquanto pressapochista o peggio ancora tu sia guidata da puro opportunismo politico.
Natalino se ha detto che il veneto non è una lingua ha detto assolutamente una stupidaggine, infatti doveva dire che è un dialetto, come tutti gli altri dialetti. I dialetti sono delle sotto lingue, perchè usate per comunicare in ambiti locali. La lingua di un popolo è chiaramente la risultante di vari dialetti. Dal latino sono nate le lingue italiane, francesi e spagnole (le più grandi), poi siccome l'italia ha avuto un passato molto travagliato, con tantissime influenze esterne, ha generato una situazione esasperata nella differenza del dialetto veneto, piuttosto che siciliano o marchigiano, che, bada bene Ilaria, hanno anche loro delle precise coniugazioni e molti vocaboli per lo stesso oggetto o soggetto. Ti dirò di più, il Veneto non è una lingua perchè a Belluno, Venezia, Verona, Treviso, parlate diversamente, il dialetto veneto per assurdo non esiste nemmeno lui, perchè posso riconoscere in te una persona che abita in veneto (se ne ho conosciute in numero sufficiente), ma difficilmente potrei dire di quale parte del veneto sei. Immagina che a San Benedetto del Tronto e Grottammare che sono unite, (divise solo da una strada, ogni lato è un confine) ebbene ti assicuro che alcune vocali sono pronunciate in modo diverso. Per assurdo i Sambenedettesi e Grottammaresi potrebbero rivendicare che la loro è una lingua diversa dalle altre. Nelle Marche ad esempio si coniuga in vari modi il verbo IRE che ha origini latine (significa ANDARE) esempi: dov se ito? (Dove sei andato?) Allora, IMO. (allora,andiamo) e cosi via per tanti verbi e parole. Il dialetto è importantissimo, ma se dobbiamo essere un popolo c'è solo una lingua, quella italiana. (Pensa che l'abbiamo esportata nel mondo attraverso il latino.)
ehm...M5S (non so come ti chiami) ..come gli stessi linguisti sostengono dialetto e lingua sono la stessa cosa, l'unica cosa che li differenzia sono avere "un esercito e una marina", cioè è più una questione di riconoscimento istituzionale che tecnica. è sbagliato però definire il veneto un dialetto dell'italiano, in quanto il veneto non deriva dall'italiano.
la lingua veneta come tutte le lingue vive ha le sue varianti ma queste non impediscono di individuare la struttura unitaria (tant'è che un non veneto davanti a un bellunese o padovano li riconoscono entrambi come "venetofoni").
ma è un fatto assolutamente normale, ad esempio basta girare la spagna e ci si accorge che il castigliano del nord è diverso da quello del sud...e questo non impedisce di riconoscerlo come spagnolo)
Mi chiamo Giuseppe Pompili e sono sul confine tra Marche ed Abruzzo. Lingua e dialetto sono la stessa cosa in ambito locale, perchè entrambe permettono alle STESSE PERSONE di comunicare e capirsi, se proprio vuoi avere ragione posso convenire con te che è una lingua locale. Ma se seguo il tuo ragionamento, allora anche il bellunese è una lingua diversa, il tuo ragionamento porta a creare dei microcosmi che possono definirsi lingue e questo vale per ogni parte d'italia. La lingua italiana nasce dal latino, si forma attraverso varie influenze francesi, spagnole e tedesche e finalmente si conforma la lingua ufficiale, nazionale. Poi se un dialetto lo vuoi chiamare lingua locale, fai pure. Con lo stesso ragionamento io posso rivendicare che il marchigiano è una lingua, l'anconetano è una lingua, l'ascolano è una lingua, il san benedettese è una lingua ed il grottammarese è una lingua, per assurdo scendendo nel tuo microcosmo sempre più micro, il mio condominio è una lingua ed IL MIO MODO DI PARLARE E' UNA LINGUA. ANCHE IL MUTO HA UNA SUA LINGUA, QUELLA DEI GESTI. una cosa è chiara: MA TU COSA VUOI RIVENDICARE???? QUAL'E' IL TUO OBIETTIVO???
Bah, commento questo video non perché penso che sia degno di attenzione, ma perché sono sicuro che Balasso lo è: e Balasso ha ragione, il veneto è un dialetto italiano, non una lingua, prova ne è il fatto che io, pur essendo originario della Calabria e abitando in Umbria, ho capito praticamente tutto quello che viene detto. Certo, esistono varianti di paese in paese, forme acquisite da lingue straniere durante le varie dominazioni, ma è sempre e comunque un dialetto italiano. Tra l'altro nella seppur limitata conoscenza del popolo veneto devo riscontrare che, statisticamente in confronto ad altre regioni, la lingua italiana è poco e mal frequentata. Non se ne abbia a male, tra l'altro adoro la vostra regione e la vostra gente, ma penso che lei ha detto una cazzata. Non ho usato il congiuntivo "abbia" un po' per la sua avversità verso l'argomento, un po' perché, effettivamente, È una cazzata. Ego dixi, mi si perdoni, ma alla seconda bottiglia di amarone a volte mi si chiude la vena. Saluti
accidenti An-Ta Ni hai scoperto una nuova regola: Se capisci una parlata senza studiarla allora è un dialetto dell'italiano. Quindi siccome sforzandomi un po' riesco a capire cosa dice uno spagnolo, il castigliano è anch'esso un dialetto che deriva dall'italiano. Altro che grammatiche, lessico, radici etc... Dobbiamo correre a dirlo a tutto il mondo linguista, la tua regola rivoluziona tutti gli studi!!! 😉
la differenza fra il dialetto e la lingua e' molto sottile, per molti non esiste nemmeno.
Secondo il tuo criterio il dialetto e' tale se un italiano (medio? e quanto "medio"?) lo puo' capire: ma il dialetto (o lingua) veneta che parliamo ora e' fortemente imbastardito dall'italiano (o per meglio dire, dal toscano, un altro dialetto (o lingua) dell'italica penisola!). E ti garantisco che se mio nonno ti avesse parlato nel suo alleghese stretto non ci avresti capito un fico (piu' o meno come me, del resto).
Oltretutto il veneto (come il toscano/italiano) non si e' solo imbastardito ma e' anche degenerato in una parlata che riflette l'imbarbarimento della nostra societa'. Vatti a leggere qualche commedia di Goldoni e confronta quel "dialetto" con la brodaglia spesso sconclusionata che oggi impera e passa per "veneto".
in fin dei conti hai ragione: il toscano ha vinto, ma non certo perche fosse piu' lingua del veneto!
GreenHoleSun allora te lo spiego più semplice la differenza tra padovano vicentino trevisano quello e dialetto
ma un padovano vicentino o trevisano che va a parlare con un friulano e nessuno dei 2 parla italiano NON SI CAPISCONO sono 2 lignue differenti
io lo provato di persona parlando solo venexian era arrivato qui in veneto un ragazzo di enna ( sicilia) che parlava la sua lingua il siciliano
ti giuro che non capivo una mazza di quello che diceva e lo stesso era per lui quindi
smettetela di dire cavolate il Veneto e una ligua
Paolo Bittante
Credo che tu non abbia capito il senso del mio commento, che era mirato (alla fine della giostra) a sostenere la tua stessa tesi, e cioè che una lingua veneta esiste, ma per ragioni storiche è stata confinata a dialetto.
Ma evidentemente in italiano non ci si capisce...
GreenHoleSun vado via di testa quando mi sento dire che il veneto non e una lingua
e sono stanco che non venga insegnato e una forma di razzismo nei miei confronti di veneto
gia a scuola ti ripredevano se sbagliavi qualche parola e a me non va giu poi io non mi sento per nulla italiano quindi sclero quando sento certe stronsae
Grazie Ilaria di sostenere la nostra lingua, sempre derisa e snobbata nei film e nelle pubblicità in TV ! Ti ho scoperto stasera e ti seguirò in futuro. Ciao !
Grazie a te @leondesanmarco :)
Brava Ilaria, mi parlo e scrivo in Veneto quaxi tuti i giorni anca se vivo da staltra parte del mondo a Singapore
defendemo ea nostra lengua e scuxame se no gho e a "l" col tajo... so drio usar na tastiera inglese
Questa storia delle piccole patrie ha rotto il cazzo
Sono anch'io convinto che il veneto non esiste. Esistono, si dice, 14 forme di lengoa veneta alcune differentissime tra di loro, sia nel significato delle parole che nella costruzione delle frasi. Periol, Impiria, Tortor vogliono tutti significare imbuto, non c'è una base comune, sono usati in tre zone diverse del Veneto, di questo esempi ve ne posso fare quanti volete. Forse vi conviene prendere il Meneghello di Pomo Pero e leggere i due sermoni come erano tenuti a Malo e a Campipiani e si capisce che una lingua comune non c'è.
Leggere sempre Meneghelo che dà del dialetto (o del veneto) un'altro significato: una lingua parlata e non scritat con significati completamenet diversi da quelli della linga scritta
..... dovresti allora spiegarmi da che radice italiana derivano Periol>Impiria>Tortor Periana>Parè ecc ecc
Perchè se il Veneto non esiste queste parole secondo te si son create da se?
Meneghello giustamente menziona una lingua parlata e non scritta....
Il perchè non viene più scritta dovresti spiegarmelo tu...
Magari in maniera obbiettiva.
quargnenta"La Padania esiste perchè io sono padano" diceva uno stronzo, "La Bersania esiste perchè io sono Bersani" rispondevano con una battuta. Scusa, ma nella tua affermazione non vedo il nesso logico.
Io dico, e lo dice anche la facoltà di linguistica di Padova, prof.ssa Vigolo che è dalle nostre parti, che non esiste UNA lingua veneta, ma almeno 14 forme dialettali (escludendo le minoranze tedeco/ladine), alcune molto lontane tra di loro.
Io vado ltre e dico che il Veneto, come popolo, non esiste. Esistono le comunità locali (Quargnenta nazione, tutto il resto meridione)
Ciao Bruno Cardini Bc! quargenta ti ha portato un esempio di termini che dimostrano come il veneto non derivi dall'italiano, non è quindi un dialetto della lingua italiana, ma ha una forma e un'origine sua. in realtà di esempi se ne possono fare tantissimi non solo sul lessico ma anche nella struttura grammaticale (come si costruiscono le frasi, per intendersi).
posto che ogni lingua ha le sue varianti e che si potrebbe andare all'infinito alla ricerca della "variante della variante", quello che bisogna distinguere è se davvero una variazione DERIVA da un'altra o se è una cosa distinta. il veneto non deriva dall'italiano (anche se nel corso dell'ultlimo secolo si è "italianizzato" nei termini soprattutto)
noi abbiamo la tendenza a vedere più le differenze, rispetto alle cose che ci accomunano. modi diversi di dire la stessa parola (sinonimi) ci spaventano più che accorgerci del fatto che facciamo le domande con la stessa costruzione grammaticale (esempio del video). questo è anche ovvio, perché le costruzioni grammaticali (regole) non saltano all'occhio, specie se una lingua non l'hai appresa sul libro, ma naturalmente (ascoltando in famiglia).
questo discorso andrebbe affrontato con un linguista, che ti potrebbe portare esempi e spiegazioni, ma ti basti sapere che il Veneto è riconosciuto dall'UNESCO nel Red book of endangered languages già dal 1999 (prima di qualsiasi legge che accreditasse il veneto come lingua, a dimostrazione che la linguistica è una scienza che non si fa influenzare dalla politica). fortunatamente non come lingua a rischio di estinzione perché.....bravi noi, continuiamo a parlarla (e trasmetterla)!
Ciao! :)
Bruno Cardini Bc
Spiace Bruno Cardini ma con me devi sparare cartucce un filino più potenti....
La storia della Padania che esiste per simpatia al Grana Padano, questa era la battuta reale fatta dall'ignorante in questione.... Ignorante non stronzo.... (coraggio non scadere alla prima risposta..) come hai detto tu mostrando subito la mancanza di apertura mentale che tutti (anche tu) dovremmo avere, quando si discute.
Immagino che la Professoressa Vigolo abbia iniziato il suo iter di studi come tutti noi, studiando la storia con il Tigri e l'Eufrate, le guerre puniche, l'Impero Romano ecc ecc... e Le Repubbliche Marinare... Le Repubbliche... (sic!) accomunando La Serenissima ad Amalfi come importanza storica.... Con queste basi va da se che qualche deficit storico/valutativo la Professoressa possa averlo...
Deficit che personalmente avverto anche nel leggere le tue convinzioni detto tra noi.....
Detto questo, che la Padania non esista come Nazione/Popolo concordiamo tutti e due caro Bruno.
Che tu vada a negare 1000 anni di storia (100 più 100 meno non formalizziamoci) di una Nazione e di un Popolo, sul web, così candidamente denota una mancanza di analisi e di obbiettività imbarazzante...
Il fatto poi che tu riesca a racchiudere in una parola come "Comunità Locale" la più grande estensione di dominio territoriale partita dalla penisola Italica dopo l'Impero Romano, conferma che in primis il programma di studi Italiano di cui sopra è lacunoso (to say the least!) e che tu non abbia potuto o voluto arrichirlo con istruzione tua personale, ma se vuoi, sei sempre in tempo....
Per rivoltarti la fritttata se tutti ragionassimo come te avremmo grossi (ma grossi grossi visti i 150 e spiccioli anni di storia unitaria) problemi a collocare l'Italia come entità Nazionale lasciamo stare come Popolo...
Tornando alla lingua o dialetto Veneto....
Non hai risposto alla mia domanda.... che rinnovo.... facendomi aiutare dal grande Meneghello che tu ami forse più per i Piccoli Maestri io per l'amore che aveva e che traspariva nei suoi scritti per la terra Veneta e la sua Cultura.
Spunciòn Brusòn Stisèto Stisètelo Moja....
Dove trovi le radici Italiane di queste parole?
Per moja>bagnata ti do un aiutino... Devi cercare nella lingua dei Mori più che in quella Italiana, ma son sicuro che la Prof. Vigolo te l'avrà già detto :-))
Ti lascio per gradire con le parole del Petrarca su Venezia....
« [...] quale Città unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita: Città ricca d'oro ma più di nominanza, potente di forze ma più di virtù, sopra saldi marmi fondata ma sopra più solide basi di civile concordia ferma ed immobile e, meglio che dal mare ond'è cinta, dalla prudente sapienza de' figli suoi munita e fatta sicura »
P.S.
Hai notato in questi giorni del referendum Scozzese i salti mortali che fa la stampa nazionale cercando accuratamente di non elencare il Veneto tra le spinte indipendentiste Scozzesi e Catalane o lo noto solo io?
Ilaria Brunelli Sono daccordo che la lingua che parliamo non DERIVA dell'italiano. Ma sei tu che non hai capito allora cos'è l'italiano. Non è il tosco allargano alle altre regioni, ma una fusione di diversi linguaggi che si parlavano prevalentemente nell'Italia centrale. Quello che io dico, e mi sembra anche la tesi di Balasso, è che NON ESISTE UNA LINGUA VENETA, vi sono molte lingue venete. Non derivate da un ceppo centrale, ma sviluppatisi autonomamente.
Una domanda che forse chiarisce quello che voglio dire: il cosiddetto veneto è diverso dalla lingua friulana o dalla lingua trentina? se è simile allora bisognerebbe parlare almeno di lingua triveneta e non di veneto. Io dico che esiste un mazzo di idiomi molto simili tra di loro che non fanno UNA lingua. Quindi il Veneto non esiste
Ma ti non stà andarghe drio...e lè insiminio e non sa queo chel dise...
tantopercantar i vocaboli non sono grammatica, sono lessico. la grammatica è la struttura. e la lingua è un codice condiviso. il veneto non è un dialetto italiano semplicemente perchè non deriva da esso, ha sue proprie strutture. tutto qui, senza nulla togliere al trentino, al ladino, etc etc...
Paolo Ratto non ho parlato di confini. ho parlato di lingua e quindi IDENTITA' che è la vera base per il confronto con gli altri. Del resto i Veneti i confini li hanno sempre e continuativamente varcati con il commercio e con le attività diplomatiche in tutto il mondo conosciuto e senza paura, proprio perché consapevoli della loro identità.
L'italia ha una storia unica nel suo genere, tale da rendere priva di senso la tua frase "non è un dialetto italiano semplicemente perchè non deriva da esso". Nessun dialetto o "volgare" o se ti fa più piacere lingua locale italiana deriva dell'italiano, perchè è la lingua italiana stessa a essere figlia dei dialetti. A dimostrazione di ciò, oltre ad una questione della lingua durata secoli che ha prodotto un mare di bibliografia, il fatto che pur non essendo Veneto ho capito gran parte di quello che hai detto nel video, e con ogni probabilità tu capiresti sufficientemente bene il mio dialetto anche se influenzata da Arabo, Messapico, Grico e Normanno, Longobardo e Francese. Ti assicuro che girando per l'Italia ti stupiresti nel sentire quante parole che noi crediamo italiane sono in realtà dialettali per una zona specifica (o derivano da una lingua straniera "filtrata" da un particolare dialetto) .
Detto ciò la lingua Veneta, Sarda, Siciliana, Salantina o di qualunque angolo d'Italia si tratti va tutelata e protetta come patrimonio culturale Italiano e ne andrebbe incentivato lo studio scolastico, ma nel contesto in cui parlava Balasso, non deve esistere nessuna lingua alternativa all'italiano, si parlava infatti di parlare in lingue diverse dall'italiano in contesti di vita pubblica politica, contesto nel quale va a tutti data la possibilità di intendere ciò che viene detto, possibilità che il dialetto purtroppo non da.
a parte una serie di castronate che il balasso ha scritto (tipo il negare l'esistenza di un lingua veneta e pure le sue espressioni scritte) posso concordare con te che lo scopo è farsi capire il più possibile.
e mi vengono in mente una serie di extracomunitari che qui da noi parlano più veneto che italiano nelle officine. sarebbe da scrivere e rivolgersi loro nella lingua che capiscono di più anche quando si rivolgono agli uffici sociali, al pronto soccorso, agli uffici pubblici. quindi in veneto.
***** Massimiliano Re, hai letto l'articolo di Balasso? Mi sa di no. Perché non era un pezzo comico o una piece teatrale, ma un'argomentazione seria, senza forme satiriche. Balasso come comico è bravo. In quell'articolo ha detto delle sciocchezze. Tutto qui.
Ma fatevela nà risata e smettetela di giudicare sempre gli altri.Come se una cagata del genere fosse di un qualche interesse.....Si vede che non avete altri problemi nella vita.
Il dialetto è come la mamma e la cosa più preziosa che ti accompagna tutta la vita
oh, mi no so gnente de ste robe, no se, no entiendo, però te si gnoca ! LOL ! ciao !
Da wikipedia:
Italia
Italiano
Francese (Valle d'Aosta)
Tedesco (provincia di Bolzano in Trentino-Alto Adige), Friuli-Venezia Giulia a livello comunale
Ladino (provincia di Bolzano in Trentino-Alto Adige, a livello comunale)
Friulano (provincia di Udine, Pordenone e parte della provincia di Gorizia)
Sloveno (province di Gorizia, Trieste e Udine nel Friuli-Venezia Giulia, a livello comunale)
Albanese (Puglia, Calabria, Sicilia), a livello comunale
Sardo (Regione Autonoma della Sardegna)
Catalano (in Sardegna ad Alghero)
?!
come xe che 'i dizeva ..."prima de parlar, tasi?" 'I gaveva razon!!!
Se te usi la Z, te se delle basse veronesi XD
@@lucapako2253 No, di TV, trapiantata in Toscana. È la grafia del dialetto che mi imbarazza. Quella "ufficiale" la trovo illeggibile, avrei bisogno di una zeta dolce(la x, qui, no!😱)
E finalmente un linguista spiega ai tandui che la lingua veneta non esiste. Leggetevi l'intervista Lorenzo Tomasin e smettetela di vaneggiare!
Già letta, grazie. E non affronta le similitudini delle varianti di zona. Non credo che Tomasin metta in dubbio l'esistenza della lingua spagnola che come il veneto ha le sue varianti. Nulla si toglie al veneziano, ma questo non deve significare disconoscere le varianti.
volevi solo esibirti
no, volevo solo spiegare la mia lingua...strano eh!? :)
un altro illuminato che ci vuole tutti robot
Ilaria Brunelli chissà che spariscano del tutto sti dialetti...l'italiano è così vasto e pregno di parole con mille sfumature di significato,che non ha senso che esistano ancora i dialetti... questa vastità di vocaboli e significati è una cosa che i dialetti non hanno e nemmeno possono competere...per esprimere un concetto con sfumature di significato sottili non si può usare il dialetto....che non riesce a trasportare tali sfumature perché mancante del vocabolo stesso... esempio, se si va a tradurre un concetto dalle sfumature sottili in dialetto Veneto,il tutto risulterà appiattito e svuotato da tali sfumature di senso... Detto questo se una lingua ha lo scopo di far comunicare le persone al meglio...allora si deve usare la lingua che permette una comunicazione eccellente e completa sull'intero suolo nazionale...i dialetti non hanno questo dono ,meno che meno il dialetto Veneto...quindi che spariscano pure tutti sti dialetti che sono semplicemente inutile...per non dire di intralcio e dall'importanza storica trascurabile...
@@turbomerda8215 Ma lo sai che l'italiano non è altro che il dialetto toscano con qualche aggiunta??? Perchè quando hanno fatto l'Italia, dovevano fare gli italiani (che non esistevano) e hanno deciso, dall'alto del governo massonico, che il dialetto toscano fosse la lingua italiana. Ti sei mai chiesto perchè gli unici in Italia che non sbagliano un congiuntivo sono i Toscani? Ma come fai a dire: ".....per esprimere un concetto con sfumature di significato sottili non si può usare il dialetto..." Nel Veneto esistono proverbi, modi di dire, poesie ecc. con parole e forme sintattiche e grammaticali, che in italiano non si possono tradurre, per non parlare dello stesso "suono" della lingua!!! Alda Merini, poetessa, ha scritto: "I Veneti hanno la fortuna di avere una LINGUA che è poesia in sè, una musica perfetta". LINGUA, non dialetto, ben prima dell'italiano, di cui molte parole hanno origine dal greco antico, più che dal latino. (p.e. carega in greco carecla, in italiano sedia dal latino sedes ecc. ecc. ecc.)
@@turbomerda8215 Ok italiano medio... Hai vinto tutto complimenti!👏🏻👏🏻👏🏻
Ilaria Brunelli, mi permetto di sottolineare come i Veneti si dimentichino sempre dei Giuliano-Dalmati e dei Trentini. Non scordate la Serenissima, poiché molti sono "schiavi" dell'attuale geografia politica...!
Non capisco perchè dovrei morir dal ridere. A prescindere da tutto, anche dalla ragione che sicuramente hai (non conosco il dialetto veneto, ringraziando il Cielo sono umbro), esistono molti bei video, compreso questo, che vengono sistematicamente rovinati dal titolo. Come ad intendere che la gente su yt si mette a cercare parole chiave tipo "morire dal ridere", o "bellissimo da non perdere" o puttanate simili. Roba che una persona normale avrebbe imbarazzo a condividere. E solo per via del titolo, che la gente poi chissà che si aspetta.. E io infatti speravo di ridere. Hai fatto un video a Balasso? Dagli almeno un titolo degno, che con lui si che si ride
Begli occhi cmq, complimenti
+SpoletinoSanguinoso
il "da morir dal ridere" non era per attirare click, ma per sottolineare la sciocchezza detta da Balasso...che questa volta l'ha detta grossa ma senza volerlo.
in effetti non c'è molto da ridere, e lo dico perché mi è dispiaciuto moltissimo sentire un comico in gamba, che della parlata veneta ci ha fatto il suo cavallo di battaglia, fare affermazioni così superficiali sulla sua lingua madre.
grazie per gli occhi, eredità della mamma :)
+Ilaria Brunelli Te la lascio passare solo perchè mamma ha fatto un buon lavoro..
..Capisco le tue intenzioni, effettivamente lui, per essere uno che legge molto e che scrive altrettanto, ha avuto una mancanza che è sacrosanto correggergli, c'hai ragionissima
Linkagli il video
ai tempi di internet...tre anni per dare una risposta :D
cosa vuoi, mi è capitata quest'anno sottomano. evidentemente nel 2011 mi sono distratta un attimo :D
sante distrazioni! :D
Sono meridionale e ho capito quasi tutto senza sottotitoli. Il Veneto è di gran lunga l'unica lingua d'oltre-Po' che posso dire di apprezzare.
GRAZIE !
Il Veneto è sempre stata considerata una lingua ignorante
Questa storia delle piccole patrie ha rotto il ....
sta toxa xé bèa ... e par anca brava ...
... [comunque, W il Balasso comico filosofo]
Grande Ilaria!
Non sono veneta, ma mi piace tantissimo la vostra lingua. E fate ben difenderla.
grazie letizia! 😊
te si na' granda....braa ilaria....
Ilaria, posso dirti che sei bellissima? E' la seconda volta che guardo questo video, e l'ho fatto per rivedere te! :) Coooomunque.... In parte sono d'accordo con quello che dici. Però....Le evoluzioni delle lingue sono cose molto complesse e non possono essere tagliate con l'accetta, dire che una lingua è a se stante, oppure che deriva da questo o quest'altro, è fuorviante. Tutte le lingue oggi parlate derivano da altre lingue. Il Veneto (che personalmente mi piace molto) è una lingua neolatina esattamente come il Toscano (ossia l'Italiano) e come tutte le lingue neolatine ha avuto nei secoli una serie di cointeressenze, reciproci prestiti e reciproche adozioni, da altre lingue, neolatine e non. Il legame tra il Toscano (=Italiano) è forte senza che si necessiti dire che uno è padre, figlio, fratello o fratellastro dell'altro. Sono legate e basta, salta agli occhi. Basta guardare i due vocabolari (e no, il lessico non è un aspetto secondario della lingua). Ora confronta con il vocabolario sloveno (per dire); come si fa a negare il DNA comune tra Veneto e Toscano?
Le lingue di terre confinanti sono come i bambini in una scuola materna: si passano tra loro di tutto, dai giochi alle conoscenze alle malattie infettive.
Il Veneto è terra di passaggio e di commercio tra occidente e oriente. Nei secoli è stato attraversato da tantissime popolazioni e lingue. E' la flessibilità che ha dato al Veneto la sua unicità. Insomma è un po' il contrario dell'idea di una lingua scolpita in eterno nella roccia, che sembra affascinare gli irredentisti veneti. Penso che Balasso si riferisse a questo, alla elasticità dimostrata nei secoli dal Veneto. Per me, ad esempio, la flessibilità in una lingua è un pregio: le lingue monolitiche si incagliano, non riescono a seguire le curve della storia. Le lingue migliori sono come i serpenti: seguono sinuose le curve della storia, il piegarsi sembra un difetto, una rinuncia, ma così alla fine riescono comunque a mantenere la loro integrità senza spezzarsi.
infatti è una lingua flessibile, con diverse sfumature al suo interno (che colgono soprattutto i veneti) e una struttura generale riconoscibile (infatti i non veneti ci identificano come veneti da belluno a rovigo).
ps....grazie per i complimenti! :)))
Un esempio della complessità dei rapporti tra le lingue c'è proprio nei verbi modali che hai citato: tu dici "te ghe da studiar", io qui a Salsomaggiore (tra Parma e Piacenza) dico "at ghe da studiär" ....parecchio simili direi! Nonostante tecnicamente la mia lingua (Emiliano occidentale) sia del ceppo gallo-italico e la tua no.
Ah...io la sento moltissimo la differenza tra Rovighese e (per esempio) Vicentino! Delle provincie più a est non saprei perché le conosco di meno. :)
come sentiamo le differenze di cadenza, pronuncia e qualche volta termini, tra un toscano e un napoletano che parlano italiano. pur rimanendo italiano. :)
Siete due bei personaggi. E il vostro dialetto mi fa impazzire /bellissimo. Paragonare il vostro dialetto con una lingua Inglese (inglese =tedesco andato a male). Non si può paragonare. Da buon siciliano mantenete le vostre tradizioni. L'Italia è bella da nord a sud. Grande Natalino grande la ragazza che ha postato il video. 💪💪👏👏